Deindividuazione: i cambiamenti a livello psichico

Le input variables elencate da Zimbardo non determinano direttamente il comportamento disinibito (output behavior): tra gli input e l’output interviene un fattore molto importante, cioè il vero e proprio stato psichico di deindividuazione. Esso viene generato nell’uomo in particolari situazioni, come ad esempio nel caso dell’appartenenza ad una folla di persone, oppure nel caso in cui il soggetto viva in una situazione di expanded present, oppure nelle altre situazioni elencate da Zimbardo. Quest’ultimo sostiene che sono due i fondamentali cambiamenti che avvengono nella mente dell’uomo in simili circostanze: una diminuizione dell’osservazione e dell’attenzione per il proprio Sé, ed inoltre una riduzione dell’interesse per la valutazione che le altre persone eseguono su di noi. Questi due cambiamenti interni alla psiche del soggetto, costituiscono secondo l’opinione di Zimbardo le caratteristiche principali dello specifico stato di deindividuazione. Il fatto che il controllo e la consapevolezza del proprio Sé vengano meno, genera un comportamento che risulterà con maggior probabilità violento, non essendo il soggetto ben consapevole delle restrizioni morali superate e della gravità delle azioni commesse. Il soggetto nello stato di deindividuazione perde la consapevolezza del Sé e perciò vengono ostacolati nella sua mente tutti quei processi adibiti sia al corretto controllo del comportamento, sia all’inibizione dei comportamenti devianti. La diminuizione dell’interesse per la valutazione ricevuta dagli altri uomini evidenzia nettamente come in tale particolare stato psichico, l’uomo si libera anche dal timore di commettere degli atti che potrebbero risultare non apprezzati dagli altri individui; l’uomo agisce senza tenere in considerazione il possibile giudizio espresso da chi osserva il suo comportamento. Ciò rappresenta un fatto rilevante e degno di nota, dato che l’uomo nella vita di tutti i giorni cerca di comportarsi in una maniera che sia consona alle aspettative sociali e attenta ad ottenere il consenso e l’accettazione delle persone che lo circondano. In stato di deindividuazione l’uomo non è sottoposto al desiderio di ottenere l’approvazione dei suoi comportamenti: risulta chiaro di conseguenza che in stato di deindividuazione le inibizioni a comportarsi in maniera violenta diminuiranno sensibilmente, dato che l’individuo non ha una piena consapevolezza del suo Sé e dei suoi atti. Zimbardo sostiene che è tipico dello stato di deindividuazione l’indebolimento del controllo della mente sull’azione: “Weakening of controls based upon guilt, shame, fear, and commitment” (ivi, pag.253). La colpa ed il timore ad agire in maniera aggressiva verranno ridotte sensibilmente, e quindi l’uomo che si trova nello stato psichico di deindividuazione percepirà solamente una piccola responsabilità personale per quanto avrà commesso.

David Evangelisti
evangelisti@hotmail.it